PASSIONI, PULSIONI E AFFETTI

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Descrizione prodotto

Passioni, pulsioni, affetti: l’accostamento di questi termini, insolito se non inedito, esprime per se stesso un giudizio di pertinenza, per il fatto di includere nella serie pulsione-affetto… appunto quello di «passione» che non è certo consueto a esserle collegato, ma tutt’al più giustapposto culturalisticamente, oppure usa essere confuso, banalmente anziché problematicamente, con quello di affetto o di desiderio. L’intento era di ottenere un effetto di rinnovamento e riarticolazione dei concetti e di agitazione dello stantìo psicologistico della corrente discussione sugli affetti. Questo tema era già stato oggetto di un simposio della comunità di Il Lavoro Psicoanalitico il 29 marzo 1985. I saggi qui raccolti, diversi negli stili personali, hanno in comune il dissodare un terreno incolto, e il fornire al gusto per l’indagine psicoanalitica, materiali inconsueti quando non inediti. Il contributo che essi danno è allora anche quello di incentivare la questione, da dibattere, della natura di passione della psicoanalisi stessa, e di quale affetto e di quale desiderio convenga a questa, se è vero che essa esiste come tale, e non solo come variante non disprezzata delle psicoterapie novecentesche. Il filo che li lega è individuabile, tra i temi maggiori proposti all’ordine del giorno da Il Lavoro Psicoanalitico, in quello della legge, ciò in esplicita sintonia con la coppia di termini ’500-600- 700escamente tendente al divorzio: legge-passione. Qui il tema è quello di una legge che manca. La psicoanalisi viene così a ventilarsi come erede del problema della teoria delle passioni, il problema di quella coppia e del suo divorzio. Il problema del divorzio ordine/passione richiama una delle sue soluzioni, la melanconia, in cui l’ordine è ritrovato nella passione − non: pulsione − di morte. Con la psicoanalisi si suggerisce che la ricercata morte civile delle passioni è passione di morte. Si tratta qui di uno degli altri temi principali proposti dal «Lavoro Psicoanalitico», quello della psicoanalisi come successore ed erede: in questo caso, di ciò che resta di non composto in un ordine umano, e che fa opposizione all’intenzione di educare e governare. E anche di psicoanalizzare, se la psicoanalisi non succede legittimamente allo psicoanalizzato.
Nella seconda parte, due testi sul metodo del lavoro teorico e sulla clinica (lavoro dell’inconscio/lavoro della nevrosi).

Informazioni aggiuntive

Curatore

AA. VV.

ISBN

8838000255

Anno di pubblicazione

1986

Lingua

Italiano

Pagine

128

Tipo

brossura